Ognissanti – Commemorazione dei Defunti 2021

Ognissanti – Commemorazione dei Defunti 2021

Terminate da poco le celebrazioni per le ricorrenze di Ognissanti e per la giornata di Commemorazione di tutti i Defunti, vi proponiamo la Novena dei Santi 2021, che ci ha accompagnato ogni sera fino al primo novembre, per offrire non solo preghiere, ma anche spunti di riflessione, lasciandoci accompagnare da figure di persone che non sono ancora entrare nella vera e propria santità, ma che per la loro fede, i loro gesti, i loro pensieri, avevano qualcosa di santo…li possiamo definire “i santi della porta accanto”.

23 OTTOBRE

ACHILLE BUROCCO *1929 +2021

“BEATI I POVERI IN SPIRITO, PERCHÉ DI ESSI È IL REGNO DEI CIELI”

Imprenditore Valsesserino noto per la sua generosità, vissuto per il lavoro e per aiutare gli altri. Con la sorella ha sostenuto per anni il fratello missionario in Brasile, portando in quelle terre aiuti di ogni genere. Legato al suo territorio ha restaurato due chiese, realizzato una piscina per i ragazzi, un asilo nido, una scuola materna, una struttura per i malati di Alzheimer. L’Eucarestia settimanale è stata il suo sostegno. Riservato, a volte burbero, ma estremamente sensibile. Un uomo di Dio

QUANDO LA VITA DIVENTA VANGELO: “Va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”(Mc 10,21).

Achille ha fatto sue queste parole, è morto come è vissuto: francescanamente povero.

🖌UNA FRASE PER MEDITARE: Una sera, nel tepore della sua cucina povera, Achille mi disse: “Prego tutti i giorni il Signore non per stare bene, ma perché mi permetta di finire la mia scuola”. Ha raggiunto il Signore il giorno prima dell’inaugurazione…🙏preghiamo perché possiamo avere la stessa sensibilità di Achille verso i poveri.

24 OTTOBRE

“BEATI GLI AFFLITTI PERCHÉ SARANNO CONSOLATI”

Ven. CHIARA CORBELLA *1984 +2012

Romana, fin da ragazzina fa parte del Rinnovamento dello Spirito. Durante un pellegrinaggio a Medjugorie conosce Enrico, si sposeranno ad Assisi. Dopo due gravidanze difficili finite purtroppo con la morte dei nascituri, Chiara rimane incinta per la terza volta, ma al quinto mese viene operata per un carcinoma alla lingua. Non si sottopone però alle successive terapie per non danneggiare il feto. Francesco nascerà sano, ma per Chiara non ci sarà più nulla da fare. Lascerà al suo bimbo una lettera commoventissima sulla preziosità della vita. È stata proclamata Venerabile dalla Chiesa.

📖QUANDO LA VITA DIVENTA VANGELO: “ Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici“ Gv15,13. Chiara ha dato la sua vita per far germogliare quella del suo bimbo.

UNA FRASE PER MEDITARE:” Se starai amando veramente te ne accorgerai dal fatto che nulla ti appartiene veramente perché tutto è un dono.” (Dalla lettera al suo bambino).🙏

25 OTTOBRE

“BEATI I MITI PERCHÉ EREDITERANNO LA TERRA”

Ven.PAPA GIOVANNI PAOLO I – ALBINO LUCIANI *1912 +1978

Nasce a Canale d’Agordo, tra le Dolomiti bellunesi. Dopo aver frequentato il seminario a Feltre e Belluno viene ordinato sacerdote. Ricoprirà numerosi incarichi in curia, e dopo alcuni tentennamenti per la sua salute cagionevole e la sua statura, per volere di Papa Giovanni XXIII diventa Vescovo di Vittorio Veneto, e successivamente Patriarca di Venezia. Papa Montini, con gesto profetico, gli imporrà la sua stola, creandolo successivamente cardinale. Anche le profezie di suor Lucia di Fatima si concentrano su quel Cardinale che auspicava una Chiesa più consona al Vangelo nella bufera dello IOR. Il 26 agosto 1978 viene eletto Papa con il nome di Giovanni Paolo I, ma il suo pontificato durerà solo 33 giorn. Tuttavia, questo bastò per ridare alla chiesa freschezza e credibilità. Sarà presto proclamato beato

.📖QUANDO LA VITA DIVENTA VANGELO: “io sono il buon pastore: io conosco le mie pecore ed esse conoscono me” Gv10,14. Il sorriso di Papa Luciani rifletteva la mitezza di un pastore buono, ma allo stesso tempo deciso e tenace. Giovanni Paolo I è l’esempio che la mitezza non è mai sinonimo di debolezza o poca efficienza.

UNA FRASE PER MEDITARE: “noi siamo oggetto da parte di Dio di un amore intramontabile. È papà; più ancora è madre”. Criticato per questa frase pronunciata durante un Angelus domenicale, il Papa è riuscito invece a farci comprendere quanto sia grande l’amore di Dio per gli uomini.

26 OTTOBRE

“BEATI I PERSEGUITATI A CAUSA DELLA GIUSTIZIA PERCHÉ DI ESSI È IL REGNO DEI CIELI”

IRENA SENDLER *1910 +2008 Infermiera polacca di Varsavia, figlia di un medico che morì di tifo per assistere i malati che i colleghi non volevano curare. Irena salvò 2500 bimbi ebrei destinati ai campi di sterminio. Essendo dipendente dei servizi sociali poteva entrare nel ghetto con la scusa di individuare possibili casi di tifo. Portava cucita sui vestiti la stella di Davide come segno di solidarietà, e per passare inosservata, nascondeva i piccoli nelle ambulanze. In altri casi, fingendosi tecnico idraulico, li faceva uscire in casse per attrezzi o sacchi di juta, aiutata da una cane addestrato che abbaiava quando i tedeschi si avvicinavano. Forniva ai bimbi documenti falsi affidandoli poi a delle suore amiche. Seppelliva i loro veri nomi in bottiglie di vetro, come si fa con i semi in inverno, perché nella primavera della pace germogliare di nuovo. Arrestata, le furono spezzate le gambe, rimanendo inferma per tutta la vita.

📖QUANDO LA VITA DIVENTA VANGELO:“ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).Irena salvando quegli innocenti ha riconosciuto in loro il volto del Signore.

Una frase per meditare: «Ogni bambino salvato con il mio aiuto è la giustificazione della mia esistenza su questa terra, e non un titolo di gloria». Dalla lettera inviata al Parlamento polacco quando fu proclamata “Eroe della Nazione”. Disabile per la giustizia, senza dubbio Irena ha un posto vicino al Signore.

27 OTTOBRE

“BEATI I MISERICORDIOSI PERCHÉ TROVERANNO MISERICORDIA”

LUCIA APICELLA (Mamma Lucia) *1887 +1982 Campana di Cava de’ Tirreni, madre di famiglia, fruttivendola, donna religiosissima, ha trascorso la sua vita a raccogliere i resti dei soldati tedeschi lasciati sul campo insepolti. Dopo aver visto alcuni bambini che prendevano a calci un teschio, un sogno premonitore la spinse a raccogliere le ossa che affioravano dai terreni attorno al suo paese. Le deponeva in cassette di zinco, che portava successivamente in una chiesa di Cava. Il suo obiettivo era quello di restituire quei figli alle loro madri, segni di riconoscimento e documenti accompagnavano i resti. A Lucia non importava se quelle erano ossa nemiche, il suo dovere cristiano le imponeva questo gesto di pietà, e per tutta la vita ogni giorno si recò a pregare in quella chiesa. Lucia è il grande esempio di coloro che rispondono al male con il bene, davanti a lei si inginocchiò Papa Giovanni XXIII, ricevendo riconoscimenti dallo Stato italiano e da quello tedesco.

📖QUANDO LA VITA DIVENTA VANGELO: “Io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori” (Mt 5,44) I soldati tedeschi durante la guerra commisero scempi ed afferrate violenze, ma a Lucia non importa: coglie il consiglio del Signore, osserva la settima opera di misericordia corporale, e da sepoltura ai resti.

🖌UNA FRASE PER MEDITARE: “Sono tutti figli di mamma”: Lucia rispondeva così a chi cercava di dissuaderla da quel lavoro, per tanti inutile e rischioso vista la presenza di numerosi ordigni rimasti inesplosi. Misericordia e amore di madre vincono sempre.

28 OTTOBRE

“BEATI I PURI DI CUORE PERCHÉ VEDRANNO DIO”

PADRE MICHELANGELO FALCIONE DA CUZZEGO *1923 +2009 Cappuccino, ossolano, fondò a Domodossola la parrocchia della Cappuccina, nella prima periferia della città, dove negli anni ‘50 si stabilirono numerosissime famiglie provenienti dal sud Italia, tanto da soprannominare il quartiere “l’Abissinia”. I figli di coloro che lavoravano in Svizzera non erano accettati dallo stato federale, e Padre Michelangelo prima di una chiesa costruisce per loro un luogo di accoglienza e una scuola. Sotto lo sguardo della Madonna di Re, dipinta in una piccola chiesa del quartiere. Inizia così una storia di solidarietà, integrazione e amore. Il cappuccino domese anticipa così i tempi, pensando anche a un luogo per le vacanze estive: in Valle Antigorio, a Croveo, grazie alla donazione di parecchie carrozze ferroviarie dismesse, crea il “Treno dei bimbi”, una sorta di campo scuola dotato di tutto punto. Ora la Cappuccina rimane un faro di speranza per chi ha bisogno, e l’accoglienza di Padre Michelangelo risplende nell’attuale comunità Francescana la cui bella chiesa, dedicata a Sant’Antonio, lo scorso settembre ha accolto la Madonna di Oropa portata dal Cammino della Luce.

📖QUANDO LA VITA DIVENTA VANGELO: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. […] In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.”(Mt 25,34-41). Un Cristiano deve essere accogliente senza se e senza ma e questo non lo dice il Papa o le associazioni, lo dice il Signore. Il Vangelo non è lo scaffale del supermercato da cui si prende solo ciò che piace, o si prende tutto o si diventa ipocriti. Chi ha un cuore puro come Padre Michelangelo lo ha capito. E noi? Lo abbiamo capito?

🖌UNA FRASE PER MEDITATARE: «Che la fede non vi manchi, che la luce non si spenga e che la tradizione delle buone opere non si spezzi» ripeteva Padre Michelangelo. È l’augurio che rivolge a ciascuno di noi.

29 OTTOBRE

“BEATI GLI OPERATORI DI PACE PERCHÉ SARANNO CHIAMATI FIGLI DI DIO”

SUOR TERESINA (Lucia Brusa) *1916 +1992 Suora appartenente alla congregazione delle Maddalene, vercellese di Tricerro, visse quasi interamente la sua missione a Postua, in Valsessera. Umile e amorevole, era la cuoca del piccolo collegio femminile, ma si intendeva anche di infermieristica. Durante gli anni duri della seconda guerra mondiale suor Teresina non esita a prestare soccorso ai partigiani feriti: nottetempo, con il ghiaccio e la neve sale gli alpeggi della Valsessera, medica e porta cibo, nasconde i più mal messi nella soffitta dell’istituto, compie gesti azzardati e pietosi, come travestire un partigiano da suora per portarlo in ospedale a Torino. Con lo stesso amore della Vergine Addolorata venerata in paese, ricompone alcune salme a cui i tedeschi avevano strappato il cuore, gettandolo sulle scale delle suore come monito e avvertimento. Dopo aver rischiato più volte la vita, a fine guerra suor Teresina chiede di essere annoverata tra i partigiani, non per ideale politico, ma perché lei era una operatrice di pace.

📖QUANDO LA VITA DIVENTA VANGELO: “Un Samaritano, che era in viaggio, passò all’uomo derubato e ferito lo vide e n’ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui”. (Lc 10 33-34).Suor Teresina è il Samaritano del Vangelo. Si ferma, soccorre, si prende cura. Noi spesso siamo invece come il sacerdote e il levita: passiamo davanti alle miserie e alle ferite dell’umanità e tiriamo dritto…

🖌UNA FRASE PER MEDITARE: “La nostra religione comanda di fare del bene a tutti e se in avvenire anche voi aveste bisogno di ospitalità sareste accolto come quelli”. Suor Teresina rispose così all’ufficiale fascista che voleva perquisire l’istituto. Chi è di Cristo parla con lo Spirito del Padre e non ha paura.

30 OTOBRE

“BEATI QUELLI CHE HANNO FAME E SETE DELLA GIUSTIZIA PERCHÉ SARANNO SAZIATI”

BEATO PINO PUGLISI *1937 +1993 Sacerdote siciliano di Palermo, martire della mafia, ha speso la sua vita lottando con la fede contro la criminalità organizzata. Prima parroco di Godrano, e poi del quartiere Brancaccio di Palermo, la sua priorità era quella di strappare i giovani dalla rete mafiosa di Cosa Nostra. L’intraprendente sacerdote si inventa di tutto: attività, giochi dediti a distogliere i ragazzi dagli ambienti malavitosi, fino a fondare il centro “Padre Nostro” per la promozione umana e l’evangelizzazione. Accosta la missione sacerdotale all’insegnamento di religione e matematica nelle scuole, terreno fertile per le sue lezioni di vita. Le sue prediche taglienti, fatte addirittura sul sagrato della chiesa, innervosiscono i boss locali, che ne decretano la condanna a morte. La sera del 15 settembre, giorno del suo 57 compleanno e festa dell’Addolorata, viene freddato davanti al portone di casa con un colpo di pistola alla nuca, con il sorriso di chi è pronto ad abbeverarsi alla fonte dell’eternità. Voltandosi verso il sicario gli dice: “Me lo aspettavo”.

QUANDO LA VITA DIVENTA VANGELO: “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.”(Gv 12,24). Mentre i mandanti e gli esecutori scontano la loro pena in carcere, don Pino gode la gloria degli altari, e il suo seme germoglia e fruttifica soprattutto tra i giovani che rigettano il male e abbracciano la giustizia.

🖌UNA FRASE PER MEDITARE: “Se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto”. Don Pino stasera parla a ciascuno di noi: se vogliamo cambiare la nostra società, ognuno di noi deve impegnarsi a fare qualcosa. Parlare e basta non serve.

31 OTTOBRE

“BEATI VOI QUANDO VI PERSEGUITERANNO, RALLEGRATEVI GRANDE È LA VOSTRA RICOMPENSA NEI CIELI”

DON LORENZO MILANI *1923 +1967, sacerdote toscano di Firenze, ha fondato la “scuola di Barbiana”, un faro per l’istruzione italiana aperta a tutti, anche ai meno abbienti. Nato in una famiglia agnostica e anticlericale, Lorenzo cresce in un ambiente comunque vivace e intellettuale. La madre, di origini ebraiche, sente il bisogno di contrarre matrimonio cattolico e battezzare i figli soltanto con l’avvicendarsi delle leggi razziali. Lorenzo studia, si diploma, dipinge, si innamora. Una serie di vicissitudini e l’incontro con un sacerdote lo porteranno alla conversione e successivamente ad entrare in seminario. Sacerdote, coadiutore di San Donato di Calenzano, verrà allontanato dalla parrocchia a causa del suo attaccamento ai poveri e agli ultimi. Destinato alla minuscola parrocchia di Barbiana in Mugello, inizia la sua straordinaria opera di istruzione a favore dei ragazzi più poveri e con maggiori difficoltà. Abolisce le punizioni corporali, sostituendole con il sorriso, e la sua scuola è aperta 365 giorni all’anno, i più bravi insegnano ai più piccoli. Alle critiche della Chiesa e dei laici don Lorenzo risponde con la “Lettera alla Professoressa”, un libro scritto con i suoi alunni in cui viene denunciato il metodo didattico utile solo ai più ricchi, mentre i più disagiati vengono abbandonati alla loro ignoranza, e quindi condannati all’analfabetismo e ai lavori più umili e logoranti. Un linfoma arresterà la sua missione educativa e sacerdotale, morirà circondato dai suoi ragazzi, sepolto in abito talare e con gli scarponi di montagna ai piedi, là nel minuscolo cimitero di Barbiana. A rendergli omaggio nel 2017 a Barbiana è salito Papa Francesco.

📖QUANDO LA VITA DIVENTA VANGELO: “Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto” (Gv15 1/2). La vita di don Milani è sottoposta a continue “potature”: le persecuzioni, le critiche, le denunce, tagliano l’esistenza di questo prete di Cristo, ma il “pianto” della vite viene dimenticato quando i grappoli maturi profumano l’autunno. L’esempio della scuola di Barbiana prolifera ormai in tutt’Italia. Don Milani ha anticipato i tempi.

UNA FRASE PER MEDITARE: “I care! (Dall’inglese mi importa, mi interessa)” è il motto scelto da don Lorenzo per la sua scuola. Anche a noi deve importare il bene degli altri: del giovane, dell’anziano, del lavoratore, del povero, del disabile, del migrante, del diverso, di tutti gli scartati dalla società. Se non ci importa, le belle celebrazioni di domani per onorare i santi, le nostre belle messe, la nostra preghiera e anche le meditazioni di questi giorni sono solo ipocrisia.