3 febbraio – San Biagio

3 febbraio – San Biagio

Oggi, 3 febbraio, la Chiesa ricorda San Biagio, tradizionalmente legato alla Benedizione della Gola.

Il culto è legato alla vicenda che vede protagonista una mamma, disperata perchè il figlio stava morendo soffocato da una lisca di pesce rimastagli conficcata in gola. La donna, non sapendo cosa fare, si recò da Biagio, che diede al ragazzo un grosso pezzo di mollica di pane, che una volta deglutita liberò la trachea e permise al giovane di tornare a respirare normalmente, salvandogli la vita.

Ecco cosa lega Biagio alla protezione della gola, che durante le sante messe oggi celebrate, viene benedetta tramite due candele che vengono incrociate su di essa. Le candele sono state a loro volta benedette ieri, nella festa della Presentazione di Gesù al Tempio.

Ma a San Biagio è legata anche una tradizione di stampo “goloso”: in alcune parti d’Italia si usa mangiare oggi il Panettone di San Biagio, ovvero l’ultimo pezzo di panettone avanzato dalle feste di Natale.

La leggenda che ha dato origine a questa tradizione parla di una donna che si recò da Frate Desiderio per far benedire un panettone che aveva preparato. Essendo tempo di Natale, il frate era molto occupato, e chiese alla donna di lasciare il dolce in canonica, dove lo avrebbe benedetto appena esauriti gli impegni.

Passate le feste, il frate si recò in canonica dove si accorse che il panettone era ancora lì, in quanto si era proprio dimenticato di benedirlo. Essendo il dolce ormai secco e raffermo, e pensando che anche la sua proprietaria se ne fosse ormai dimenticata, il frate lo mangiò tutto, per evitare che andasse sprecato.

Ma il 3 di febbraio la donna si presentò da lui per riavere il suo dolce benedetto. Il frate, dispiaciuto, entrò in canonica per prendere il contenitore ormai vuoto e restituirlo alla donna, ma qui, con sua grande sorpresa, si accorse che il panettone era ricomparso, ed addirittura raddoppiato rispetto all’originale. Il miracolo era avvenuto proprio nel giorno di San Biagio, e da questa leggenda è nata la tradizione che lega al santo il dolce natalizio conservato fino a febbraio.