Riprendiamo dopo una luuunga pausa la gestione del nostro sito, con il racconto del nostro 2022, un anno che ha segnato per la nostra associazione la fine di quello che ci piace definire un bellissimo viaggio…
Dopo più di due anni, durante i quali abbiamo portato la nostra Madonnina di Oropa in più di 120 parrocchie del Piemonte, toccando le province di Vercelli, Novara, Biella, VCO, spingendoci fino a Norcia, in Umbria, nel mese di agosto arriva il fatidico ed atteso momento di lasciare la nostra Madonnina lassù, su quei monti a cui alzare gli occhi, da dove verrà l’aiuto, come dice il Salmo 120, che ci ha accompagnato in tutta questa avventura.
Prevista per il 18 agosto, la cerimonia della posa è però stata rimandata, causa maltempo, al giorno successivo…decisione presa non certo a cuor leggero, timorosi di non incontrare il favore dei partecipanti, la disponibilità dei sacerdoti, una giornata di sole…insomma, paure e speranze che, proprio come tutte quelle che abbiamo incontrato nel lungo pellegrinare, si sono accavallate, fino alla mattina del 19 agosto, quando il nostro risveglio è stato salutato dalle nuvole. Non ci siamo persi d’animo, e, chi a piedi, chi con l’ausilio dell’elicottero, abbiamo portato la statua della nostra Madre Nera fin lassù, alla Bocchetta del Croso, sullo spartiacque che divide la Valsesia dal territorio biellese.
L’attesa, per chi si trovava già in quota, di veder spuntare dal sentiero lo stendardo azzurro, le ore che passavano, le nuvole che si rincorrevano e la pioggia, che cadeva leggera eppure così funesta…fino a veder lo sprazzo blu della stoffa, i volti stanchi di chi ha portato la statua fin lassù, ed ecco la campana della piccola cappella che inizia a suonare festosa, per accogliere quei figli che hanno deciso di salire a piedi, per un ultimo viaggio con Maria.
Arrivati in cima, sul pianoro dinnanzi alla cappella, il momento più atteso, ed insieme più temuto…la statua, staccata dalla sua portantina, è stata letteralmente abbracciata da noi, che per due anni e più l’abbiamo avuta sempre vicino, sentendola davvero come una Madre che ci ha abbracciati nei momenti di sconforto…al termine di quello che davvero potremmo definire un saluto, ecco che l’abbiamo adagiata all’interno della cappella…e le nuvole si sono aperte, il cielo si è rischiarato, il sole ha fatto capolino, come se Maria ci volesse dire “Grazie, ora sono a casa, e da qui veglierò su di voi”.
La santa messa, celebrata dal Vescovo di Vercelli, Monsignor Marco Arnolfo, e concelebrata dai sacerdoti che hanno potuto essere presenti, ha sugellato il nostro abbraccio a lei, Madre Nostra, che siamo sicuri ora da lassù ci protegge tutti.
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